RICORDI E AMICI
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JAMAL : La nostra salvezza in quel di Zanzibar! Dopo due settimane di safari e relativo campeggio in cui ci nutrivamo a scatolette e cibi preparati da noi con il fornello a gas, siamo sbarcati nell'isola tropicale di Zanzibar, che ha segnato la parte di relax del viaggio in Tanzania, otre che una svolta dal punto di vista culinario…Abbiamo iniziato a frequentare, alla sera, ristorantini in cui si poteva mangiare pesce a prezzi davvero competitivi ed immaginabili rispetto ai nostri. Merita una menzione particolare il ristorante Jamal a Bweju; lì, in un contesto del tutto informale e familiare, abbiamo fatto una memorabile scorpacciata di pesce: i piatti forti, per cui questo locale si contraddistingue, sono gli spaghetti al granchio e all'aragosta, dove i crostacei si vedono e si sentono, a differenza di ciò che capita da noi. Il ristorante ci era stato caldamente consigliato, e dopo averlo raggiunto con una sorta di taxi collettivo, ci ha convinto appieno, tanto da “costringerci” a fargli visita la sera successiva per una nuova superba cena.
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ZIDANE : Dal nome non si direbbe, ma il beduino Zidane è una guida del deserto giordano che con competenza e professionalità, ma anche simpatia e fascino ci ha accompagnato sulle tracce di Lawrence d’Arabia, tra archi naturali e rossi colori di un ambiente particolare. Uomo alto e prestante con uno sguardo magnetico, Zidane ha impiegato poco ad avere su di sé le attenzione di tutte le ragazze del gruppo; orgoglioso e sicuro di sé come i migliori uomini arabi non ha mancato di stupirci con movenze e danze sinuose durante la serata dell’ultimo dell’anno, per poi sorprenderci con semplici ma coreografici giochi di fuochi e luci per accogliere il nuovo anno nel modo migliore. Sotto il tendone beduino ci ha accolti e fatto vivere per una sera la vita del deserto e gustare non meglio identificate carni alla brace.
Il ricordo di quei momenti non può prescindere dal sua elegante figura, ma anche dal suo coinvolgente e ospitale carattere: arrivederci Zidane!
ROBB: Che tipo Robb! Biologo sudafricano che per 6 mesi all’anno si diverte nel portare a spasso i turisti nel selvaggio Botswana. Capelli spettinati, volto segnato dal sole, aspetto trascurato. Lui al volante, a seguire abbozzati sentieri nella savana, noi dietro nel cassone di fortuna a caccia di scatti preziosi. Alla sera dava il meglio: attorniato dal gruppo affascinato snocciolava storie incredibili, come quando per sperimentare il comportamento dei felini si avvicinava a gruppi di leoni con prede tra le fauci e provava a sottrargliele… il leone, diceva, devi affrontarlo di fronte, con sicurezza senza voltargli le spalle, quasi ad affrontarlo… e non ti succederà nulla! Bah! Di certo la tempra era forte, il personaggio particolare come quando dopo il pieno di benzina fatto con rabbocco per bocca si accendeva la sua sigaretta, come quando, a petto nudo, scendeva dalla jeep e cercava arbusti per la sera caricandoseli a spalla… e alla sera da quei rami uscivano temibili scorpioni. Una guida da film, una persona rude ma interessante, che è stato certamente interessante conoscere.
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SALEH : Ostia! E' questa la tipica esclamazione di Saleh, guida, o pseudo tale, che abbiamo incontrato durante il giro nello Yemen. E' uno dei numerosi somali, sono più di mille quelli emigrati in quella punta della penisola arabica, che si guadagnano da vivere accompagnando i turisti in giro, arrangiandosi con quelle poche parole di italiano che conoscono.
Di certo non brillava per furbizia né per affidabilità, ma il suo modo di fare intraprendente, la sua parlata in italiano maccheronico, il suo gesticolare e affaccendarsi a ogni pausa con locali, poliziotti o ristoratori era simpatica e, a volte, perfino utile. Mentre viaggiavamo se ne stava tranquillo nel bagagliaio della jeep, masticando serafico qualche foglia dell'amato Qat. La sua fortuna è di avere un fratello che, a quanto pare e a differenza sua, lavora sul serio e ha fatto fortuna oltreoceano in America e, di fatto lo mantiene.In fondo, Saleh, ce lo ricorderemo come uno squinternato spirito libero, intraprendente e furbacchione e come promesso, a breve, gli invieremo quella tintura per capelli italiana cui tanto teneva…
RAGAZZE DI NEW YORK : Sono passate ormai 24 ore da quando ci siamo imbarcati per il grande nord del Canada atlantico e fino ad ora a farci compagnia solamente qualche persona anziana, la solita brischetta ed il “caffè sport Borghetti”, che insieme ad altre bevande ha reso dapprima allegra la serata e poi allucinante la notte… Tranquillamente appoggiati al pontile della nave assaporiamo l’aria tersa e pungente del mattino quando, come un regalo inaspettato, vediamo imboccare la stiva della nave un pulmino carico di biologhe newyorkesi.
Da lì e per i giorni seguenti avremo condiviso serate che certamente non potremo dimenticare, a cantare e scherzare prima nel salone della nave dove ci esibimmo con il sempre vincente repertorio italiano e poi davanti al fuoco, a trascorrere una delle serate di San Lorenzo più particolari, sotto un cielo di stelle cadenti velato dall’aurora boreale. Serate di eccessi, di gioia, di vita e di pochissimo sonno, momenti di confronto e condivisione di una gioventù lontana nello spazio ma estremamente vicina nel desiderio di rendere unico quel tragitto Goose Bay - Labrador City – Quebec. P.S. Un ricordo particolare per “Er Professor” che guidava il gruppo di ragazze con simpatia e discrezione, facendo intravedere uno spirito sempreverde… grande!
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HAGI: è un giovane cameriere di un ristorante di Zanzibar dove siamo andati a mangiare un paio di sere. Si può dire che la seconda sera siamo tornati solo per lui: troppo forte! Tentava di comunicare con noi in italiano, ma alla fine conosceva solamente due frasi: “Niente problema!” e “Uguale per tutti !”
Grazie anche a lui per le risate che ci ha fatto fare!
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