RICORDI E AMICI
Un viaggio non è solamente una scoperta di posti nuovi, ma anche di gente nuova: noi ci siamo presto resi conto di come, anche quando si è immersi in un'altra cultura, a migliaia di chilometri da casa, sia stato facile socializzare con molte persone con le quali siamo venuti a contatto. Alcune di queste, vuoi perché hanno trascorso più tempo con noi, vuoi perché si è creata una particolare simpatia col nostro gruppo, ci hanno lasciato un ricordo particolare e sono rimaste in contatto con noi. Questa sezione è dedicata a loro!
CORNELIUS E MANASEE : durante il viaggio in Tanzania sono stati i fidati autisti delle jeep che ci hanno accompagnato durante tutti i nostri safari ed escursioni. Nella dozzina di giorni in cui abbiamo convissuto con loro notte e giorno, sono sempre stati pazienti e attenti alle nostre esigenze, e si sono subito adeguati al clima allegro e spensierato che regnava nella nostra comitiva. A loro il nostro grazie!
In particolare ricordiamo con affetto Cornelius al quale dedichiamo una pagina: conosci CORNELIUS
ODDO NDONDE: è il gestore del piccolo orfanotrofio vicino a Karatu (Tanzania), presso cui ci siamo recati a regalare vestiti, giocattoli ecc. portati dall'Italia: tutti oggetti di cui noi abbiamo le case piene ma che da quelle parti rappresentano un bene prezioso. La visita all'orfanotrofio ha rappresentato uno dei momenti più belli di tutto il viaggio, per la festa che ci hanno fatto tutti i bambini e la loro vivacità.
Teniamo particolarmente a ricordare Oddo, per il suo impegno costante e concreto a strappare dalle strade bambini senza famiglia e a farli vivere in un ambiente sereno dove possono anche ricevere un minimo di istruzione.
LISTON: è un negoziante di Marangu (Tanzania) che commercia oggetti di arte etnica. Il suo negozio è stata la nostra tappa principale per gli acquisti di regalini e souvenir da portare con noi in Italia. Dopo questo assalto pacifico siamo sempre rimasti in contatto con lui, e qualche mese dopo il viaggio, avendo deciso di dar vita a un piccolo commercio di prodotti tipici di quella terra e relativamente poco conosciuti dalle nostre parti, è diventato il nostro principale fornitore.
Per avere idea dei prodotti visita la pagina Altri Acquisti
I BAMBINI DI AMANTANI : Penso che sia ancora vivo in tutti i partecipanti al viaggio effettuato in Perù, il ricordo dei bimbi di Amantani, isola sperduta nell'immensità del lago Titicaca a oltre 3000m di quota, dove abbiamo trascorso circa 2 giorni vivendo con famiglie locali. Questi bambini, tra cui il vivace Victor, ci hanno accolto benissimo fin dal nostro sbarco ed hanno rallegrato con la loro presenza,oltre che con gli allegri colori delle vesti, la nostra permanenza.
Ciascuno di noi, ha avuto modo di approfondire la conoscenza con alcuni di loro, cercando di intraprendere qualche discorso volto a carpire qualcosa di più sulla loro vita, in un semplice spagnolo da dizionario; è in questo modo che ci si è resi conto che, nonostante le misere condizioni di vita (vivono in piccole capanne senza alcuna “comodità”), in mancanza di grandi prospettive per il futuro, e le grandi differenze con i turisti che ogni tanto incontrano, mantengono la propria genuinità, curiosità per ciò che è diverso, e soprattutto l'immancabile voglia di giocare e di divertirsi che accomuna i bimbi di tutto il mondo. Toccanti i momenti trascorsi a ballare con loro le tradizionali musiche andine, nel corso di una festa organizzata per noi.
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URIEL : Questo nome non può che evocare in tutti noi, la grande fatica, ma anche i paesaggi straordinari che hanno contraddistinto il trekking di quattro giorni per arrivare al sito di Machu Picchu in Perù, seguendo l'antico Camino Inca. Si tratta infatti della guida che ci ha accompagnato, assieme ai portatori, attraverso le montagne peruviane per raggiungere quello che sarebbe stato il clou del viaggio.
Non si è certo presentato a noi con il perfetto fisique du role che ci si poteva aspettare da una guida abituata a macinare chilometri in quota, ma nonostante il proprio peso che si aggiungeva a quello dello zaino, si è rivelato sicuramente valido e preparato; aveva organizzato al meglio le soste per riprendere fiato, per rifocillarci, e quelle in cui invece diventava protagonista, tentando di fornirci notizie storiche ed aneddoti sulle rovine che incontravamo sulla via, impiegando talvolta degli improbabili fogli scritti a mano che estraeva magicamente dallo zaino. Indimenticabile l'accento che poneva sul fatto che gli Inca erano stati in grado di costruire, secoli e secoli fa, edifici non antisismici, ma SISMO-RESISTENTI…Un grande!
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FRANCISCO : abbiamo incontrato Francisco a Cuba, in una caletta meravigliosa sulla strada verso Chivirico, dalle parti di Santiago de Cuba. Anche se non in programma, ci siamo fermati per la bellezza del posto e perchè c'era parecchia gente del posto. Tra di loro abbiamo conosciuto Francisco, che si è messo a parlare con noi di Cuba, dell'Italia e del suo lavoro. Ci ha anche invitato per una cena a basta di aragoste a casa sua, ma quella sera non siamo riusciti ad accettare il suo invito. Dopo aver scambiato quattro chiacchiere propone uno scambio di cappelli, che io accetto di buon grado: ci scambiamo gli indirizzi e facciamo una foto che gli ho spedito una volta tornato in Italia.
Grazie anche a lui per la sua simpatia!
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