PERU'
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MACHU PICCHU

Non è facile esprimere ciò che ho provato all'arrivo alle rovine della leggendaria città di Machu Picchu dopo 4 giorni di trekking…… ma ecco le parole che secondo me descrivono nel miglior modo possibile uno dei momenti più “intensi” del viaggio.

……Forse il mistero di questa cittadella non sarà mai svelato; fino ad ora esistono solo ipotesi e congetture…… La sorprendente perfezione e bellezza delle mura di Machu Picchu, costruite unendo pietra su pietra, senza cemento, hanno fatto sorgere insieme alle edificazioni vari miti. Si narra infatti che un uccello chiamato Kak'aqllu, conosceva la formula per ammorbidire le pietre, ma che, per ordine, forse degli antichi incaici, gli venne strappata la lingua. Si dice anche che esisteva una pianta magica che scioglieva la roccia che poi poteva essere compattata. Ma, a prescindere dai misteri e dai miti, la vera bellezza di Machu Picchu risiede nelle sue piazze, nei suoi acquedotti, nelle torri di avvistamento, nei suoi osservatori astronomici e nell'orologio solare, prove della saggezza e della tecnica dei costruttori andini. A questo paesaggio si aggiungono poi montagne immense, che circondano le rovine, e che rendono questo luogo ancora più ricco di fascino e mistero; sono proprio queste sensazioni che appagano completamente la fatica per raggiungere Machu Picchu.

Manuela

 

 

 

SENTIRE DI PERU'

Dire Perù oggi per me significa rievocare immagini, suoni e colori intensi.

Rosso… come il calore delle stoffe multicolori nei mercati, l'allegria dei vestiti delle persone, i tramonti sul lago Titicaca e le mura ardenti del convento di S. Catilina. L'azzurro glaciale delle grotte del Pastoruri, il turchese delle lagune di Langanuco, il blu del cielo terso a 5000 metri. Il verde denso e pomposo del Machu Picchu, il verde smeraldo e sorprendente degli specchi d'acqua delll'Huascaran e quello magico e annebbiante delle foglie di coca. Scuro…come la pelle secca e consumata del popolo Andino, chiaro…come la spontaneità dei loro sorrisi.

Un viaggio vissuto epidermicamente, con emozioni catturate attraverso i brividi di freddo nell'attesa del regale volo dei condor, nel sudore e nella fatica di gambe sofferenti per sentire ancora più proprio lo spettacolo del Machu Picchu, nel fiato strozzato e nell'aria che punge ad altitudini inusuali.

E ancora, accompagnato dai suoni andini che riecheggiano in me, rivedere i sorrisi timidi e benevoli di bambini e ragazze, gli sguardi curiosi e vissuti di uomini e anziani incontrati nelle strade e nei mercati. Vivere la semplicità della loro quotidianità e apprezzare i piccoli gesti di ospitalità e accoglienza.

Raccontare cos'è stato il viaggio in Perù non è per me solo ripensare ai luoghi carichi di emozioni , alla natura possente e maestosa incontrata, ma è anche ripercorrere con la mente 20 giorni di serenità e allegria vissuti in compagnia di alcuni amici davvero speciali. Persone con cui ci si intende con un gesto, con cui qualunque posto visitato, qualunque situazione affrontata diventano subito un'esperienza unica che si interiorizza per sempre.
Alessandro

 

 

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