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VIAGGIO : MAROCCO ANNO: DICEMBRE-GENNAIO 2006
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PARTECIPANTI: Frenk |
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TRASPORTI: Pulmino privato
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DESCRIZIONE: arrivano le feste natalizie, la voglia di fare un viaggetto c'è tutta…posso concedermi qualche giorno di ferie, ma non abbastanza giorni per seguire Ale e Dede in Mali; pazienza, parto lo stesso con la mia amica Diana e ci uniamo a un gruppo di una decina di compagni che conosceremo durante il viaggio. L'itinerario prevede partenza da Casablanca, che per noi non è meta di visita ma solo passaggio obbligato per prendere gli aerei da e per l'Italia. Ci allontaniamo subito dalla costa per visitare Meknes e Fes, due delle tre città imperiali (insieme a Marrakech) oggetto del viaggio (la quarta, la capitale Rabat, dobbiamo necessariamente saltarla per ragioni di tempo): le loro medine (centri storici) arroccate su collinette, dove è molto facile perdersi tra migliaia di minuscoli vicoli intricati, sono particolarmente caratteristiche e meritano di essere esplorate, anche perché nonostante la gran folla e il caos non le ho trovate pericolose. Dopo un breve dietro front in direzione della costa per vedere le rovine romane di Volubilis, il nostro viaggio prosegue verso l'interno attraversando i monti del Medio e dell'Alto Atlante fino a penetrare nelle gole dello Ziz. Sebbene meno appariscenti rispetto a quelle di Todra e del Dadès che visiteremo più avanti, si fanno apprezzare da chi ama i luoghi dove regna la natura. Qui trascorriamo la notte di capodanno, in modo certamente anticonvenzionale: niente feste, niente vino e tanta stanchezza (qualcuno non resisterà sveglio fino al brindisi di mezzanotte col tè alla menta), eppure chi resta sveglio trascorre lo stesso una bella serata in compagnia! Abbandonata la valle dello Ziz, è il momento per addentrarci per qualche chilometro nel deserto sabbioso, tipico sahariano, di Erg Chebbi: si trova vicino al villaggio di Merzouga, situato nel punto più a est di tutto il nostro itinerario di viaggio, luogo in cui abbiamo lasciato il pulmino per proseguire tra le dune in sella ai dromedari. In questo deserto passiamo la notte più fredda, prima attorno al falò per scaldarci mentre ceniamo a base di cous cous (come quasi tutte le sere…) e si intonano canzoni sia berbere che italiane, poi nelle tende, vestiti con tutto ciò che abbiamo per coprirci, dentro il sacco a pelo e sotto qualche coperta gentilmente offerta “dalla casa”. La partenza dal deserto segna l'inizio della seconda parte del viaggio. Prima di valicare nuovamente l'Alto Atlante in direzione della costa, dedichiamo la giornata alla visita delle sopra citate valli del Todra e del Dadès. Quelle di Todra sono sicuramente le più spettacolari, ma il luogo è decisamente turistico: sicuramente con meno andirivieni di gente si potrebbe apprezzarle molto di più. La tappa successiva, quella che ci porta a sera a Marrakech, è quella trascorsa per la maggior parte del tempo sul pulmino, essendo i chilometri da percorrere davvero molti. Nel corso del trasferimento passiamo da Ait-Benhaddou, splendida kasbah diventata set di celeberrimi film come Lawrence d'Arabia, Gesù di Nazareth o Il Gladiatore. La serata a Marrakech è l'occasione per un primo approccio con la città, alla quale dedicheremo quasi tutto il giorno successivo. Si è deciso che ognuno gestisce la sua visita a Marrakech come meglio crede: le cose da vedere sono troppe in così poco tempo, così alcuni preferiscono dedicarsi alla parte monumentale, altri di più ai coloratissimi mercatini, altri ancora rilassarsi in un hammam (bagno turco), che rappresenta uno degli appuntamenti irrinunciabili per i marocchini. In questa città si percepisce un'atmosfera davvero particolare, e pare un delitto abbandonarla dopo sole ventiquattr'ore di permanenza qui: purtroppo è già ora di ritornare a Casablanca, dove il mattino seguente ci attende l'aereo (per la verità saremo noi ad attendere lui) del ritorno in Italia.
DA NON PERDERE: Ait-Benhaddou, maestosa e ben conservata; il centro di Marrakech; le medine di Fes e Meknes, a cui val la pena dedicare un po' più della mezza giornata che abbiamo potuto sfruttare noi.
NON ECCEZIONALI: Volubilis (direi che non c'è bisogno di andare fino in Marocco per vedere rovine romane quando ne abbiamo di più belle non solo a Roma, ma anche in tante zone d'Italia).
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