ISLANDA
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Un viaggio in Islanda è consigliato a coloro che amano la natura, confrontarsi con la sua forza e trascorrere un po' di tempo lontano dal caos quotidiano. Nessuno potrà sottrarsi al confronto con una natura il cui fascino di bellezza e grandiosità non ha risparmiato avventurieri del passato o viaggiatori di oggi, nonché narratori di saghe o scrittori importanti come il Leopardi che ne declama l'assoluta potenza nell'operetta “Dialogo della Natura con un islandese”. L'isola offre al viaggiatore paesaggi diversi e contrastanti, alternando lo spettacolo di vulcani fumanti a zone aride e desolate fino ai ghiacci che dominano il sud del paese. La costa rimane abbastanza temperata e verde per la presenza mitigatrice della corrente del golfo, mentre all'interno sembra di trovarsi in un ambiente lunare, tanto è vero che gli astronauti delle missioni “Apollo” vennero qua per avere un'idea di ciò che avrebbero incontrato. Spingersi all'interno significa trovarsi a pieno contatto con la natura e questo comporta l'essere pronti a qualsiasi difficoltà e il dover essere totalmente autonomi. Il viaggio che qua proponiamo limita alla sola Landmannalaugar la visita alle zone interne, ma solo per un problema di trasporti e tempo. Per chi ama il fuoristrada e le condizioni più estreme consiglio di visitare il vulcano Askja e di percorrere una delle strade battute che tagliano in due l'Islanda. Il nostro viaggio ha comunque permesso di vivere emozionanti esperienze e di rendersi conto di quanto la terra sia viva e potente; l'imponenza di Dettifoss, la cascata più grossa d'Europa, la vastità del Vatnajokull, ghiacciaio immenso, 3° per vastità nel mondo, i vulcani delle Vestmannaeyjar, la forza di Gulfoss e Geyser. La popolazione locale, ospitale e gentile, trae proprio dalla terra tutto ciò di cui ha bisogno tanto che nelle serre coltivano ogni tipo di frutta e verdura, tanto che centrali geotermiche a basso impatto ambientale sorgono un po' ovunque. Islanda è però anche fauna: le balene viste a Husavik, le pulcinella di mare osservate ad Heimaey, l'orca Keiko, ex diva cinematografica, che cerca di riconquistare l'antica libertà, i cavalli robusti e le pecore lanose. Chi viaggia in Islanda lo fa quindi per amore dell'ambiente, per interessi geologici o faunistici. Interessante è però anche visitare i piccoli villaggi di pescatori e osservare la particolare architettura di case e chiese tipicamente nordiche. La religione più diffusa è la cristiano – evangelista e nell'antichità l'isola era considerata come un eremo da monaci e religiosi, soprattutto irlandesi. Gli islandesi si proclamano diretti discendenti dei vichinghi anche se non del tutto a ragione; in realtà, infatti, qua vivevano agricoltori e commercianti scandinavi, che si pensa abbiano scoperto questa nazione per caso, portati dalle correnti, mentre si dirigevano verso le più conosciute Faeroer. Ma gli islandesi rigettarono sempre ogni forma di colonizzazione o monarchia e furono i primi europei ad istituire un sistema governativo parlamentare, vicino a Reykjavik nel 930. Nulla poterono fare però contro la dominazione danese, che durò fino al 1918, mentre da lì in poi l'isola, vista la posizione strategica, godette di attenzioni inglesi ed americane durante le guerre mondiali e la guerra fredda. Oggi gli unici scontri che vedono presente l'Islanda riguardano la pesca, come la questione della caccia alle balene; per il resto resta un esempio di democrazia e nazione evoluta, in perenne contrasto con una natura violenta, ma anche generosa. Un viaggio in Islanda, se affrontato con un po' di spirito di adattamento e voglia di scoprire, se il tempo limita al sopportabile le sue ire, è davvero un'esperienza unica ed emozionante, che lascia a tutti ricordi indelebili ed emozioni intense.

 

1° giorno: Milano – Keflavik – Reykjavik; aereo/bus; Km 45.

Partiamo da Malpensa con un volo notturno e dopo 4 ore e mezzo siamo già in Islanda, ove un freddo pungente ma non fastidioso ci accoglie. Dopo aver cambiato al banco del piccolo aereoporto (il più conveniente) saliamo su uno dei numerosi flybus che ci porta in circa 1 h a Reykjavik. La strada attraversa luoghi desolati ed i primi paesaggi sono quasi lunari, mentre la breve notte polareIncomincia a lasciare il posto all'alba. Arrivati in città non si ha che il tempo per raggiungere il “bad and breackfast” prenotato da casa e riposare per poche ore.

 

2° giorno: Reykjavik – Hvammstangi; bus di linea; Km 170.

Al mattino abbiamo solo il tempo di ambientarci e di girare per le strade della piccola capitale, che decidiamo di visitare al ritorno. La giornata è dedicata a raccogliere informazioni presso gli sportelli turistici che ci danno materiale indispensabile ed in abbondanza; intanto presso la sede della linea di trasporti, acquistiamo gli abbonamenti e gli orari delle principali rotte, purtroppo non sempre ben coperte. Terminiamo procurandoci il materiale da campeggio e la guida per conoscere le aree meglio servite; nel pomeriggio prendiamo il primo autobus e partiamo verso il nord del paese. Il tempo è buono, lasciamo la capitale e incominciamo a vedere piccoli paesini che danno sul mare, mentre la costa appare verde e suggestiva. Attraversiamo Borganes* e ci portiamo verso l'interno, lasciando le strade che vanno verso i fiordi del nord – ovest, che non potremo visitare. Arrivati al paesino di Hvammstangi*, che ci appare disabitato, raggiungiamo il campeggio ove siamo gli unici ospiti. Alla sera in un'atmosfera irreale, avvolti dalle nubi basse, ci abituiamo alle fredde serate e ci rendiamo conto di essere in Islanda.

 

3° giorno: Hvammstangi – Blonduos – Siglufjordur; bus di linea; Km 150.

Lacsiamo presto il campeggio e con l'autobus arriviamo a Blonduos** , ove stiamo per una mattinata. Qui camminiamo per il paesino e stiamo un po' sul mare, godendo di un tiepido sole e di una costa che ricorda l'Irlanda; interessante architettonicamente la chiesa a forma di cratere vulcanico. Partiamo quindi per Siglufjordur*** , unici passeggeri del bus (non abbiamo mai avuto problemi di affollamento) e arriviamo nel piccolo porticciolo, in più guide decantato. Purtroppo le nubi basse non esaltano i colori delle case, anche se il piccolo villaggio di pescatori è davvero caratteristico e tipicamente islandese. Bella è la strada, per alcuni tratti sterrata, che porta al paesino.

 

4° giorno: Siglufjordur – Varmahlid – Akureyri; bus di linea; Km 130.

Al mattino ci alziamo presto nella speranza di trovare il sole, ma le nuvole basse non ci danno tregua e così ripartiamo per dirigerci ad Akureyri*** , seconda città per grandezza e importanza dell'Islanda, sperando in un tempo più clemente, visto che la zona dovrebbe godere del clima migliore di tutta l'isola. Sulla strada ci fermiamo a Varmahlid* ove aspettiamo la coincidenza e ci riscaldiamo in un market sorseggiando gratis del caffè caldo. Arriviamo nella città e decidiamo di andare in una delle numerose piscine*** comunali islandesi; per gli abitanti del luogo il nuoto è infatti lo sport nazionale (insieme al calcio), le piscine sono pulitissime, affollate, molto ben attrezzate con scivoli, vasche riscaldate e sauna e stranamente… economiche, a riprova della cultura “natatoria” in questi luoghi diffusa. Rigenerati visitiamo la città (per i nostri parametri poco più che un grosso paese),le sue strade, le numerose librerie e la chiesa “ Akureyrarkirkja* ” in stile “geologico”, più meritevole all'interno che non la particolare facciata. Il clima realmente favorevole fa si che ad Akureyri vi sia anche in grazioso giardino botanico** con piante rigogliose, provenienti da tutto il mondo: Nuova Zelanda, Spagna, Tanzania… Alla sera andiamo in un pub piuttosto frequentato, soprattutto per l'uscita della gente dal cinema e quindi passeggiamo sul porto, da cui si vedono le luci di una delle città più vive finora incontrate.

 

5° giorno: Akureyri – Husavik; bus di linea; Km 70.

Andiamo verso Husavik*** , entrando e uscendo dalle consuete nuvole basse; la strada ci offre scorci davvero suggestivi, offrendoci fianco a fianco monti innevati, il mare di un azzurro “glaciale” e fattorie isolate con le caratteristiche impalcature per l'essicazione delle aringhe. Ad Husavik decidiamo di andare a caccia di balene, ma solo con le nostre macchine fotografiche e così ci imbarchiamo su un piccolo peschereccio che porta gli appassionati in mare aperto più volte al giorno. La zona, ci dicono, è molto buona per il whale-watching*** , ma anche il panorama vale il freddo patito; riusciamo quindi a vedere esemplari di balene e delfini in quantità, anche se di taglia piuttosto piccola. Dopo due ore e mezzo siamo già di ritorno e visto che abbiamo perso il bus proviamo un improbabile autostop, senza alcun risultato. La giornata trascorre comunque bene, visitiamo una chiesetta tipica, nonché un cimitero caratteristico. Alla sera andiamo alla locale “Esso”, tipico luogo d'incontro dei giovani islandesi, ove sorseggiamo caffè e tè al caldo, per poi tornare nel freddo delle nostre tende.

 

6° giorno: Husavik – Dettifoss – Myvatn; bus di linea, bici a noleggio; Km 180.

Alla mattina partiamo per una delle giornate più intense del nostro viaggio. Prendiamo un bus semi-turistico che lungo la strada si fermerà per alcuni minuti nelle numerose località di interesse. Il primo stop è ad Asbyrgi** ove una immensa gola a forma di ferro di cavallo, secondo la leggenda quello di Odino, fa da contorno a laghetti cristallini. Ripartiamo per Dettifoss**** , la cascata con la maggior portata d'acqua d'Europa; il bus ci lascia solo per una quarantina di minuti, ma per raggiungere il luogo di osservazione e per una visita completa sarebbe necessario più tempo, soprattutto se si vuole raggiungere la vicina cascata di Selfoss*** , piccola, ma di straordinaria bellezza. Situata in un canion profondo e tortuoso, Dettifoss impressiona per potenza e spettacolarità, per il luogo incontaminato che le fa da contorno e, se si ha la fortuna di vederla con il sole, lo spettacolo è reso ancor più bello dall'arcobaleno. Attraversiamo tutto il parco nazionale dello Jokulsargljufur** , immersi nella natura, fino ad arrivare, percorrendo una strada non asfaltata, nei dintorni del lago Myvatn; prima di raggiungerlo ci fermiamo a Krafla** , nome di un antico vulcano, di cui oggi rimane un'attiva zona geotermica con vapori un po' ovunque, terra solforosa e il più grandioso campo di lava d'Islanda. Arriviamo quindi sul lago Myvatn*** che, vista la giornata bellissima, decidiamo di percorrere per l'intero perimetro (circa 37 Km), noleggiando delle biciclette. I continui sali-scendi mettono a dura prova i nostri fisici, ma il paesaggio offerto vale veramente la pena: distese di pseudocrateri, piccoli monti e residui vulcanici dappertutto, il verde degli isolotti e l'azzurro dell'acqua. La sera, con un tramonto indimenticabile, offre la chiusura ideale a questa intensa giornata.

7° giorno: Myvatn – Egilsstadir – Hofn; bus di linea; Km260.

Tappa di trasferimento per raggiungere il sud del paese. La strada è comunque interessante ed offre la visione di montagne piuttosto imponenti e un paesaggio veramente desolato ed arido. Dopo un lungo viaggio su strade battute e continui sali e scendi arriviamo ad Egilsstadir** , una delle città più grosse finora incontrate. La cittadina è graziosa e ben attrezzata per chi avesse bisogno di scorte alimentari o materiale da campeggio e nei dintorni è possibile praticare rafting, sia per i principianti che per i più esperti. Noi decidiamo però di potarci verso il sud, visto che è il giorno in cui l'autobus di linea percorre la strada che passa per i fiordi*** . La strada attraversa numerosi piccoli villaggi davvero caratteristici e, costruita su sponde di sabbia nera, ci garantisce un viaggio affatto monotono. Anche il mare, con qualche isolotto e varie tonalità di azzurro, rende piacevole lo spostamento, fino a quando il cielo si chiude ed arriviamo nella anonima Hofn* immersi nelle usuali nubi basse.

 

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