CORNELIUS

 

E’ metà pomeriggio, e con le ore di viaggio ancora in corpo veniamo avvisati che è arrivato al nostro alloggio Cornelius, la nostra guida per i parchi e la savana africana. Un volto pacioso e sereno, una stretta di mano vigorosa ed una voce forte che da subito ci trasmettono tranquillità e fiducia. Da lì e per i giorni seguenti Cornelius ci guiderà attraverso alcuni dei luoghi della Terra più famosi e belli, attraverso strade sconnesse e polverose, attraverso sentieri poco conosciuti facendoci apprezzare, godere e vivere la straripante ricchezza della natura africana.

Sempre pronto a fornirci informazioni, dettagli e curiosità sulla natura che andavamo scoprendo, puntuale ed affidabile anche nelle sveglie all’alba, disponibile e pronto alle scherzo anche con una banda di giovanotti indisciplinati. Ricordo il suo sorriso e le sue risate mentre lo coinvolgevamo in qualche goliardata delle nostre, pronto perfino a fare da comparsa per le nostre scenette più stupide e divertenti.

Ma il ringraziamento più sentito glielo dobbiamo per come ci ha guidato al timone della sua possente land lover per la savana tanzaniana. Il tono di voce basso, gli occhi attenti in ogni momento a scrutare l’ambiente circostante e poi il dito puntato verso un ramo, una pozza, una sagoma lontana. E’ in questo modo, gentile ed aggraziato, professionale e affidabile che abbiamo potuto ammirare ed apprezzare i leoni pronti alla caccia o all’accoppiamento, gli ippopotami rumoreggiare nelle pozze, l’elegante leopardo impigrire tra le fronde, l’agile ghepardo consumare vorace e con la bocca insanguinata un pasto a base di gazzella.

Quando la nostra fiducia veniva meno, quando la giornata pareva non riservare le sorprese attese e sperate lui ci diceva “aspettate, abbiate pazienza” ed ecco che si infilava nella strada poco battuta, seguiva il corso del ruscello e poi, immancabili, arrivavano gli avvistamenti più belli ed indimenticabili. Profondo conoscitore del suo territorio, ma prima di tutto amante e rispettoso della natura e del suo paese cercava di trasmetterci proprio questi valori ed allora ci invitava ad allontanarci quanto la folla attorno ad un leone si faceva chiassosa ed invadente, ci sensibilizzava sulla pulizia da lasciare una volta smontato il campo, ci ammoniva sul tenere con le popolazioni locali un rapporto adeguato e paritario evitando di trasformare queste occasioni di contatto in semplice prestazione folcloristica remunerata.

Attorno al fuoco sotto i cieli stellati dell’Africa australe, di fronte una birra nei magnifici lodge ci confrontavamo su attese, speranze e sogni per il futuro.Noi, giovani ancora idealisti e con in mente un sacco di progetti e lui desideroso di mettere al servizio degli appassionati e amanti dell’Africa la sua professionalità.

Con Cornelius, certamente, il viaggio potrà avere un valore aggiunto e si riuscirà ad apprezzare non solo la bellezza indubbia di un luogo ricco di tante meraviglie, ma anche cogliere ed afferrare quel sentimento particolare che al ritorno qualcuno chiamerà “mal d’Africa”.

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