CANADA
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CANADA: NATURA SCONFINATA

Per chi ama la natura nelle sue forme più grandiose un viaggio in Canada è ciò che fa per lui. Il Canada atlantico, soggetto di questo viaggio, permette di visitare vastissime zone di grande interesse naturalistico e ancora al di fuori degli itinerari turistici. Percorrendo infatti il circuito qui proposto si incontrano chilometri e chilometri di foreste, laghi a laghetti, si incontrano varie specie di animali, tra cui balene, alci, caribù e volpi, ma ben di rado ci si imbatte in turisti, se non del luogo e si ha quindi la possibilità di un contatto diretto e integro con l’ambiente circostante. Moltissimi, assai ben curati e organizzati sono i parchi nazionali, in cui conviene sostare per economicità e atmosfera unica; i canadesi hanno una radicata cultura basata sul rispetto della natura ed amano trascorrere week-end e vacanze i questi luoghi, nella pace, seduti davanti a un fuoco. Ci vuole poco ad integrarsi con questa atmosfera, praticare sport come la canoa, fare passeggiate e brevi trekking che permettono di calarsi nell’ambiente al meglio. Ciò che colpisce del Canada è la vastità degli spazi, degli ambienti ancora incontaminati ed apprezzabile è il modo in cui tutto questo è rispettato e conservato; molti sono gli scorci che ricordano paesaggi europei e a noi famigliari , ma ciò che colpisce è l’estensione. Non mancano comunque le cose uniche come gli iceberg sulla via per il Labrador, le aurore boreali, i paesaggi della tundra artica, le strade infinite nel mezzo di foreste senza limiti, tramonti unici in contesti spettacolari. I numerosi spostamenti che si è obbligati a compiere, sono tutt’altro che noiosi e i 7000 chilometri passano agevolmente percorrendo strade senza fine nel mezzo di boschi, su coste alte e a dirupo sul mare o basse e battute dal vento, tra laghi e fiumi, villaggi di pescatori, fari e porticcioli.

Persone non se ne incontrano molte, ma nei campeggi, nei paesini e durante le occasioni di contatto si dimostrano ospitali e aperte; soprattutto nel Labrador gli abitanti sono amichevoli, cordiali e ospitali, mentre nel Quebec la popolazione fieramente francese non sempre si apre al contatto e respinge tutto ciò che è anglosassone, perfino la lingua. Un viaggio in Canada non si intraprende certo per motivi di interesse storico, anche se queste zone, Terranova in particolare, sono state il punto finale di quel viaggio mitico che portò i vichinghi ad approdare a Vinland dopo essere partiti dalla Scandinavia, attraverso Islanda e Groenlandia. Presso L’Anse aux Meadows abbiamo visitato un sito vichingo ottimamente conservato, ove venivano riprodotte con fedeltà, ma anche con una certa artificiosità, abitazioni, imbarcazioni e abitudini di vita. Questa è la storia antica e più gloriosa di queste zone, mentre oggi gli eventi politici riguardano le ben più concrete vicende come l’autonomia del Quebec e le varie vicissitudini dovute alle limitazioni per la pesca.

Dopo tanta natura può essere interessante e piacevole dedicare qualche tempo per qualche città. La nostra scelta è caduta per motivi di interesse e convenienza sull’itinerario su Quebec City e Montreal, mentre abbiamo evitato ogni altro centro urbano. La prima ha caratteri prettamente europei, è una città ordinata, pulita, vivace, dalle forti connotazioni francesi; interessante è stato trascorrervi la domenica, passeggiando tra tanta gente tra pub e ristorantini, senza dimenticare una doverosa visita agli interessanti siti storici. Montreal invece ci proietta in un’atmosfera assolutamente nord americana, con i suoi grattacieli e la caoticità delle sue strade; tangibile la storia passata nella parte vecchia, quella recente nei volti di molti persone, chiaramente immigrate in tempi recenti, anche dall’Italia.

Il Canada offre insomma molto, soprattutto per chi ama la natura ed il contatto con essa, per chi desidera trascorrere vacanze immersi nella sconfinatezza e nella pace.

 

1° giorno: Milano – Toronto – Montreal – Drummondville; aereo/auto; Km 104.

Partiamo da Malpensa di mattina direzione Canada. Dopo un volo di circa nove ore si arriva a Toronto ove dopo aver trovato con facilità una coincidenza sostitutiva di quella persa, ripartiamo per Montreal, che raggiungiamo dopo un’ora circa. Giunti all’aeroporto cambiamo i soldi e prendiamo contatto con l’agenzia di noleggio, con cui avevamo stretto un contratto via Internet; troviamo tutto a posto, l’auto è veramente ottima e permette una comoda collocazione per tutti e sei i viaggiatori con i rispettivi zaini. In Canada è indispensabile possedere una carta di credito per sveltire le procedure di prenotazioni e pagamenti di ogni cosa, anche per esempio della benzina che pur costando solo 1000 lire al litro, visti i chilometri percorsi e i consumi elevati delle auto in dotazione, influisce non poco sui costi totali. Siamo pronti per lasciare la città nel tardo pomeriggio e cerchiamo di portarci più a nord possibile, riuscendo ad arrivare fino a Drummondville*, anonima cittadina ove trascorriamo solo la notte.

2° giorno: Drummondville – New Brunswick – Woodstock; auto; Km 670.

Ci si alza di buona mattina e subito si parte verso nord, costeggiando l’estuario del fiume San Lorenzo*** che via via si fa più largo. Passiamo attraverso piccoli centri abitati del Qebec, situati sulla costa est del fiume, ove molte sono le graziose e tipiche chiese. I colori del San Lorenzo sfumano in tutte le tonalità del blu, dando l’impressione di un’acqua pulita, ma gelida; il clima al mattina è piuttosto fresco e ventoso, ma con il passare delle ore si fa piacevole. Lasciamo la costa e ci dirigiamo verso il New Brunswick; passiamo il confine, spostiamo le lancette in avanti di un’ora e ci inoltriamo nella bella valle fluviale del Saint John *** , costeggiando il confine americano. Le strade si allungano indefinitamente, contornate da una natura ben conservata e protetta: il verde è il colore dominante, mentre il sole che fortunatamente ci accompagna si riflette sulle limpide acque del fiume. Durante il percorso incontriamo i lunghi e ponti coperti, caratteristici della zona, tra i più lunghi al mondo; arriviamo di sera a Woodstock**, piccolo e tranquillo villaggio, solamente omonima della più famosa città americana.

3° giorno: Woodstock – Fundy National Park; auto; Km 380.

Partiamo quando ancora la nebbia avvolge il corso fiuvale accanto al quale abbiamo dormito e ci dirigiamo verso sud, continuando ad incontrare corsi d’acqua e laghetti che a volte siamo costretti ad attraversare su chiatte. Arriviamo in mattinata nel parco nazionale di Fundy***; all’ingresso del parco riceviamo dettagliate e complete informazioni sugli alloggi, i percorsi consigliati, le attività da fare… gli orari per andare in spiaggia. Sì, perché infatti qua le maree sono le più alte a mondo e per chi come noi vuole cimentarsi con le gelide acque di queste parti deve rispettare determinati orari per non dovere fare centinaia di metri per trovare il mare. Nel pomeriggi decidiamo di provare la canoa per calarci nell’atmosfera canadese: l’esperienza è molto piacevole, nonostante qualche bagno fuori programma causa rovesciamenti. Tornati al porto vediamo le barche, che prima erano tornate cariche di aragoste, a secco nel molo e noi possiamo passeggiare per metri e metri laddove in precedenza avevamo fatto il bagno.

4° giorno: F. N. Park – Nuova Scozia – Lunenburg; auto; Km 540.

In mattinata visitiamo una parte di costa erosa e modellata dal battere del vento e dal continuo sali e scendi del mare: noi la visitiamo dal basso, potendo andare sulla spiaggia, più tardi la visita sarà possibile dal mare, con i Kayak. Sta ora arrivando l’alta marea ed i fiumi paiono andare al contrario, con la corrente che va verso i monti. Decidiamo per la nostra politica di viaggio e per i nostri interessi di non fermarci nei grossi centri abitati, per cui sacrifichiamo qua Saint John e nel proseguo le altre grosse città. Ripartiamo ed entriamo in Nuova Scozia, altra provincia atlantica che per storia e luoghi ricorda le Highlands scozzesi. Facciamo tempo a saggiare le acque di queste parti, che lambite da una corrente calda, risultano assai più frequentabili delle precedenti. Andiamo verso sud, dove arriviamo nella bella e caratteristica cittadina di Lunenburg**, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco; il campeggio è situato in una bella posizione panoramica, da dove si osservano due laghetti immersi nel verde.

5° giorno: Lunenburg – Peggy’s Cove – Cape Breton Island; auto; Km 540.

Dopo una serata allegra, trascorsa in un pub del piccolo paese, al mattino decidiamo di visitare il porticciolo e fare due passi tra le viette a ridosso del mare. La cittadina è molto graziosa e situata in un’area assai suggestiva con il verde della costa da una parta e le insenature del mare dall’altra, il tutto fortunatamente valorizzato da un sole splendente. Ci rimettiamo in viaggio e percorriamo la strada verso nord, in una zone ove la costa e la vegetazione sono basse, per la costante azione del vento. Lungo la strada ci imbattiamo in una zona monumentale, ricordo di vittime di una tragedia aerea avvenuta proprio lì di fronte. Veniamo a sapere che da queste parti le tragedia sono state diverse, alcune famose come quella del Titanic, le cui vittime sono sepolte ad Halifax, altre meno famose, ma molto catastrofiche come le scontro “esplosivo” tra due navi cariche di titolo. Arriviamo quindi a Peggy’s Cove***, dove visitiamo un faro in ottimo stato di conservazione, collocato in un villaggio di pescatori, dove riusciamo anche a visitare un punto di raccolta delle aragoste. Riguardo i fari, in questa zona ce ne sono diversi, tutti molto ben tenuti e vengono proposti svariati itinerari per visitarli, cogliendo l’occasione per immergersi anche in questo ambiente. Per raggiungere Cape Breton Island decidiamo di percorrere la strada costiera, riuscendo a fare anche qualche piacevole bagno in spiagge ben attrezzate. Raggiungiamo l’isola percorrendo il breve ponte che la collega alla terra e lì riposiamo.

CONTINUA...

 

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