VIAGGIO : BHUTAN

ANNO: APRILE 2002

 

PARTECIPANTI: Alessandro

TRASPORTI: Pullman con autista

NOTTI: Alberghetti

CLIMA: Come in primavera in montagna, no pioggia

DESCRIZIONE: in Bhutan non ci si va per caso e alla partenza le attese e la curiosità sono alte. Appena arrivati sembra di entrare in un luogo fatato dove ancora tutti gli abitanti indossano vestiti tradizionali e le case in legno sono curate e ricamate con simboli locali. Preso possesso del nostro Van si punta verso nord. Maciniamo chilometri ogni giorno per coprire distanze enormi, circondati da una natura vasta e intatta. I campeggi certo non mancano e fanno entrare veramente nello spirito di questo paese. Paro, Thimpu, Punaka conservano monasteri in uno stato di conservazione eccezionale, popolati da monaci curiosi che trasmettono attraverso la loro religiosità e i gesti rituali pace e serenità. In ogni piccolo centro abitato, in contesti naturali particolari e perfino lungo le strade si trovano testimonianze di un modo di vivere in via d’estinzione, completamente al di fuori dei nostri parametri, dei nostri ritmi. Potrete visitare le scuole di monaci, assistere alle preghiere gutturali mattutine, incantarvi nel guardare le bandierine di preghiera consumarsi al vento, incrociare sguardi e volti profondi consumati dal sole e dal tempo.

Partecipare ad un festival religioso, come noi abbiamo assistito a quello di Paro, dà sicuramente un valore aggiunto al viaggio: famiglie che arrivano per l’evento dopo giornate di cammino, maschere colorate, vestiti sfarzosi, suoni pieni e ritmati che cadenzano per ore danze tradizionali. Volti di giovani monaci che si affacciano dalle finestre in legno, sorrisi di ragazze incuriosite, tanka che si srotolano all’imbrunire e poi un cielo blu terso a rendere il quadro unico, fuori da mondo e tutto da vivere.

DA CONSIGLIARE: per chi è affascinato dalla cultura buddista e vuole calarsi in una realtà ancora intatta. Per i sognatori e i nostalgici di luoghi tradizionali che qua troveranno realtà interessanti.

DA NON PERDERE: un festival religioso, i monasteri di Paro e Thimpu.

NON ECCEZIONALI: non aspettatevi i contesti montuosi Himalayani. Bisogna essere disposti a spendere un po’.