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Il monastero di Puskara è un’opera imponente in parte in ricostruzione per i danni provocati da una recente alluvione. Abili artigiani stanno completando le statue che andranno ad occupare le nicchie già dipinte nei tipici e sgargianti colori locali. Ragazzi dipingono con grande maestria le finestre all’esterno mentre i più giovani scorrazzano nel cortile attratti dal gruppo degli occidentali. Tutto si ferma al passaggio del Dalai Lama che imponente nella figura fisica e sgargiante negli abiti, si avvia verso un fiammante fuoristrada giapponese. Tutti lo riveriscono, ma silenzioso si allontana senza un particolare cenno di attenzione. Che strane queste alte gerarchie! La loro dimensione fisica li fa assomigliare più ai dominanti del mondo animale che non ai propri simili. Si dilegua nella valle dove basse nubi stanno preannunciando un acquazzone imminente. Pochi istanti dopo una lunga fila di giovani monaci esce composta e con passo deciso si avvia verso il lato nord dove il fiume scende da una stretta valle. Dall’alto del monastero sono una sottile linea rossa che nella fioca luce del tardo pomeriggio unisce il monastero ed uno spiazzo interdetto a noi turisti. Parteciperanno alla cremazione di un abitante del luogo, la tradizione locale vuole che tutta la popolazione partecipi. Mi rendo allora conto che il sottile filo rosso non è unicamente un aspetto materiale, ma è il sottile filo religioso che unisce l’uomo e la morte. Dopo pochi istanti un sottile fumo az-zurro si confonde con le bassi nubi cariche di pioggia. La materia si sta ricomponendo, lo spirito ha già raggiunto la nuova dimensione. Le nubi sono sempre più basse e minacciose, ma rimangono tali senza scaricare il loro carico di acqua. La pira continuerà ad ardere per qualche ora e quando le fiamme si saranno spente le ceneri saranno sparse nel fiume. Tutto quel che resta dell’uomo. L’atto di cremazione può sembrare crudele per la sua cruenta conclusione, ma sembra essere più completa verso la nostra sepoltura con il corpo che si decompone rendendo lentamente alla natura i suoi elementi chimici. La cultura e la tradizione spesso ci rendono poco disponibili a valutare aspetti lontani dal nostro quotidiano, ma se partiamo dal presupposto che tutte le religioni hanno un simbolismo comune, approcciare tali diversità diventa molto più facile.
Mentre il treno corre verso Calcutta in una notte nuvolosa, il pensiero corre all’inizio di questo viaggio dove segni premonitori avevano dato una valenza religiosa. Durante il viaggio il filo conduttore si è mantenuto vivo con Sikram, il nostro referente indiano, parlando di Shambhala o Shangri-la. Angolo remoto del Tibet dove secondo alcune ipotesi esiste una sorta di paradiso terrestre che racchiude la saggezza universale. La risposta è stata semplice e categorica: tale luogo esiste solo nella nostra mente in quanto idea.
Sono sostanzialmente d'accordo, con una mia modesta ma personale interpretazione. Shangri-la non sta in un luogo segreto dell'Asia, ma sta realmente in noi e non solo a livello mentale. Shangri-la, ben celato nel nostro io, rappresenta il messaggio sereno della vita che troppo spesso non riusciamo a rintracciare e trasformare in atteggiamenti positivi. n on avete mai scoperto l'importanza che alcune persone hanno su di noi? l a loro capacità di comprenderci, di far emergere il meglio di noi stessi? l e dobbiamo cercare, ma soprattutto ascoltare. Spesso manca la figura, la circostanza, l'occasione per capire. Ecco tali persone ti aprono al mondo nelle sue molteplici sfaccettature. t utto diventa più chiaro, più comprensibile, meno complicato di quanto siamo normalmente portati a pensare. Non voglio addentrarmi negli aspetti filosofici della vita. Non ne ho le basi e tanto meno le conoscenze. Voglio però essere grato ad una donna, dagli occhi verdi e dal sorriso dolce, di nome Rosanna, che ha contribuito a darmi serenità e la visione ottimistica del mondo.
Comprendo anche che la fatica ed i disagi di tanti viaggi e l’esser salito per le ripide scale dei monasteri non è stata una fatica fisica: ho raggiunto il mio piccolo e modesto Shangri-la spirituale. In cima a quelle scale ho trovato buona parte di me stesso.
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Aldo |
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