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...TAKE IT EASY...
“There is no better way of life in the world than of the Australian. I firmly believe this. The grumbling, growling, cursing, profane, laughing, beer drinking, abusive, loyal-to-his-mates Australian is one of the few free men left on this earth. He fears no one, crawls to no one, bludges on no one, and acknowledges no master. Learn this way. Learn his language. Get yourself accepted as one of him; and you will enter a world that you never dreamed existed. And once you have entered it, you will never leave it.”
John O’Grady, author of ‘We’re a Weird Mob’
Australia…solo a distanza di qualche mese riesco a ripensare e ricordare con più lucidità un viaggio ricco di emozioni e di immagini che riaffiorano nella mia mente con altrettanta luminosità e nitidezza. Quando si nomina un Paese spesso lo si associa alle immagini più importanti che lo richiamano, viste in fotografie o documentari…e anche per me l’ Australia rievocava l’ immagine dell’ Ayers Rock, il famoso monolite rosso meta dei pellegrinaggi di mezzo milione di turisti all’ anno, o di bellissime spiagge dove surfisti di tutto il mondo sfidano le onde enormi dell’ oceano pacifico……Ebbene, dopo esserci stato e aver vagabondato per quasi cinque settimane, devo dire che l’idea e l’ immagine che mi ero anticipato è molto cambiata. La terra di sotto (viene chiamata infatti “Downunder”) è prima di tutto un modo di vivere e di comportarsi, un modo di pensare e di percepire le cose che esula dalla mentalità cui siamo abituati.
Ripensare all’ Australia e ricordarne i tratti caratteristici non è facile…questa terra è un amalgama più o meno omogeneo di popoli e culture molto diverse che forse il destino ha voluto si incrociassero ai confini del modo…Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una società molto tollerante, un modo di vivere del tutto diverso e meno portato al consumismo, un motto, quello del “take it easy”, che è un vero stile di vita…e ovviamente la consapevolezza, nello stesso tempo, di essere unici e di vivere in un angolo di mondo dove la natura è ancora in gran parte incontaminata…partendo da questo monolite rosso il cui vero nome è “Uluru”, un nome antico che non è quello dello scopritore (Mr. Ayers appunto) bensì quello di una divinità, idolatrata dagli aborigeni, i veri padroni di queste terre riarse dal sole, che da oltre quarantamila anni vivono, cacciano e si spostano in questi territori. È veramente affascinante poter conoscere la loro cultura, pensare che possano ancora vivere senza confini in una terra immensa, senza contatti di alcun tipo con l’uomo bianco e soprattutto, che possano essere ancora…liberi. Certo…ci sono state notevoli difficoltà in passato che solo oggi si stanno rimarginando, problemi nati con la colonizzazione di questo continente da parte degli inglesi, a fine ‘700…ma oggi questi territori sono off-limits ai turisti e solo le guardie dei parchi sono autorizzate ad entrare.

Il viaggio è poi proseguito scendendo lungo la Gold Coast, così viene chiamata la lunga fascia costiera che si sviluppa lungo le coste del Nuovo Galles del Sud, rinomata per turisti in cerca di splendido mare, divertimenti e, naturalmente, sole. L’ Australia è il luogo principe per la vita da spiaggia e gli australiani vivono quasi tutti a circa 2 ore dal mare. Proprio lungo le coste meridionali del Queensland ci sono le migliori spiagge per fare surf (che qui è sport nazionale), dove la mancanza della barriera corallina non ferma le grandi onde oceaniche che raggiungono la costa. Ci siamo fermati in una delle località più belle, Byron Bay, il punto più a est dell’Australia, dove ci siamo riposati e ricaricati qualche giorno prima di rimetterci in viaggio per Sydney. […]
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Eccoci a Sidney! Parlando con australiani, prima di arrivare qui, ci era stato detto che questa bella città l’avremmo trovata inevitabilmente un po’ sporca e molto trafficata e caotica…ebbene la vera capitale d’Australia, dal punto di vista sociale ed economico, è certamente meno tranquilla delle altre città, ma non diteci che è sporca, non avete mai visto Milano!! Qui il caos, il disordine e lo sporco sono solo elucubrazioni mentali…per terra niente cartacce, niente escrementi di cani, insomma niente a che vedere con le città europee e soprattutto italiane! La città in sé è attraente, i parchi, le sue spiagge (la famosa e fotografata Bondai Beach) la gente simpatica, allegra e forse un po’ meno rude di quella dell’Outback sono le peculiarità anche se come in tutte le città recenti non c’è nulla di veramente importante da visitare o vedere. L’unico edificio che non ha eguali al mondo è l’Opera House, vera attrazione turistica e centro di rappresentazioni artistiche più attivo al mondo…e noi da bravi turisti non potevamo esimerci dal fare una visita guidata all’interno. La sala più ampia è la Concert Hall, una sala che ha una acustica e una risonanza difficilmente riscontrabili in altri teatri.
Tra un giro in barca, una passeggiata sulle spiagge e una per gli eleganti centri commerciali in stile vittoriano, la nostra settimana scorre via molto velocemente…come l’aereo che ci riporta a Melbourne, dove facciamo ancora un paio di giorni di totale relax prima di imbarcarci sul lunghissimo volo che ci riporta in Europa.
In cinque settimane abbiamo visto tanto, l’Australia è un continente e per viverla come si deve avrebbe richiesto molto più tempo…è stato però un viaggio emozionante, in un paese “occidentale” dai ritmi di vita molto diversi e tranquilli, più simili forse a quelli asiatici.
E sicuramente è stato il miglior regalo/premio che avrei potuto avere per la fine dei miei studi universitari.
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Tommaso |
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